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日志


5月25日

11/9

Da quel giorno di settembre del 2001 il mondo è cambiato,la Storia è cambiata.
Tutto quello che è successo dopo è conseguenza della tragedia delle migliaia di persone che sono morte.
Ma la domanda è :PERCHE'?
Fino ad oggi la maggior parte dell'opinione pubblica mondiale ha pensato che la versione ufficiale sia l'unica ed incontrovertibile....ma c'è qualcuno che non ha preso per oro colato questa versione (e tra questi vi sono molti americani!) semplicemente esaminando quelle che sono le incongruenze (e non sono poche!) che si presentano guardando a quelli che sono i fatti e non fantasticando su improbabili e impossibili teorie.In questi giorni gira su internet un video autoprodotto da alcuni ragazzi americani che riscostruisce tali incongruenze....se volete sapere qualcosa in più di questa storia potete cliccare qui.Si tratta di un sito italiano che riporta tutti i dati che risultano,diciamo così, "ambigui".
Spetterà a voi,poi,dare un giudizio...credere o no...ma sappiate che si discute sui fatti e non su teorie.
"Persegui la Verità, ma diffida da chi dice di averla trovata." (Tertulliano)
 
5月4日

Ma l'Afghanistan si trova in America?

Su Repubblica ho letto quest'articolo....molti di voi forse si rivedranno in quanto scritto qui sotto.
Meditate gente,meditate...
 
 
 
Sconcertanti i risultati di una ricerca del National Geographic su 510 americani
Dentro i confini non sanno collocare la Louisiana, devastata dall'uragano

Usa, giovani ignoranti in geografia
Il 63% non sa dove si trova l'Iraq
 

WASHINGTON - Non sono bastati tre anni di guerra e oltre 2400 vittime tra i soldati Usa, né le polemiche quotidiane sull'andamento delle operazioni militari nel Golfo: a tutt'oggi il 63% dei giovani americani non ha idea di dove si trovi l'Iraq. E' il risultato, a dir poco sconcertante, di una ricerca del National Geographic condotta su 510 intervistati, tutti giovani tra i 18 e i 24 anni.

E dire che alcuni loro coetanei in Iraq hanno perso la vita. Eppure la maggior parte dei giovani americani non è in grado di indicare sulla mappa del mondo il Paese islamico. Ma non si tratta solo dell'Iraq perchè la stessa ignoranza geografica colpisce anche altre nazioni nel mondo: quelle di cui si parla continuamente in televisione o sui giornali. Un esempio? Nonostante le cronache sui massacri nel Darfur, i giovani non hanno imparato dov'è il Sudan, tanto che oltre la metà ignora che si trovi in Africa, mentre il 20% lo situa in Asia e il 10% in Europa.

Le cose non vanno meglio dentro i confini americani. Basta considerare che il 50% degli intervistati non sa "localizzare" lo Stato di New York. Va peggio a quel 30% che davanti alla cartina del proprio Paese non sa trovare la Louisiana: eppure lo scorso anno era stata devastata dall'uragano Katrina.

Quanto agli abitanti degli Stati Uniti, i giovani americani sembrano davvero 'dare i numeri': il 30% ritiene la popolazione Usa sia tra uno e due miliardi, quando in realtà sono 300 milioni. Il 74% pensa che l'inglese sia la lingua più parlata nel mondo, invece del cinese. E non sanno nemmeno che il loro Paese è il più grande esportatore mondiale di beni e servizi.

Lapidario il giudizio del National Geographic, che definisce "allarmante" l'ignoranza dei giovani americani in geografia, ed esprime preoccupazione per le conseguenze e per il progressivo declino della materia nelle scuole. "Eppure la conoscenza geografica è ciò che ci permette di legare persone, luoghi ed eventi", spiega John Fahey, Ceo della società. "E' così che diamo senso al mondo".
4月12日

ciao ciao Silvio...

C'è chi
 
Beppe Grillo dice (ma tutto il popolo della sinistra condividerà) :
C’è chi si è sentito come dopo le Torri Gemelle.
C’è chi si è svegliato ogni mezz’ora per guardare i risultati.
C’è chi non voleva svegliarsi.
C’è chi non ci voleva credere.
C’è chi era giù come dopo le finali di coppa del mondo con il Brasile del 1994 e del 1970.
C’è chi ha preso il sonnifero per dormire.
C’è chi non si è più trattenuto e ha gridato forte, nella notte: “Forza Italia, quella vera!”.
C’è chi ha guardato il suo bambino e ha pianto.
C’è chi si è vergognato di essere italiano.
C’è chi si è vergognato per gli italiani.
C’è chi ha deciso di iscriversi anche lui alla mafia.
C’è chi ha pensato ai brogli e poi è andato a letto.
C’è chi voleva spaccare tutto.
C’è chi aveva rinnovato il passaporto e le valigie pronte.
C’è chi era sicuro della Campania.
C’è chi ha pregato.
C’è chi ha sperato negli italiani all’estero.
C’è chi si è stancato di sperare.
C’è chi si è sentito spaccato in due, come l’Italia.
C’è chi si è sentito già in Argentina.
C’è chi ha creduto di non pagare più l’Ici e le tasse sui rifiuti.
C’è chi ha pensato: “Adesso basta lo dico io!”.
C’è chi ha prenotato un volo low cost per un posto lontano.
C’è chi ha guardato dal suo letto il soffitto e ha deciso di non mollare, mai.
3月22日

Studia studia,tanto....

 
 
Studia studia,tanto......
 
Corriere della Sera 22 marzo 2006
 
 
Laurea in offerta speciale per i dipendenti del Viminale
La convenzione «miracolosa» con l'Università San Pio V fa risparmiare da 12 a 18 esami
 
 
Era dai tempi di Solforio, il personaggio di Alto Gradimento inventore del «pacco operaio, pacco del lavoratore», che non si vedevano offerte simili. Al posto del piumino termico, del set asciugamani o della mitica supposta a tre punte, ci sono ora le lauree facili. Proposte in convenzione come batterie di pentole.
 
Una sagra di offerte speciali: e in più ti ci metto l'esame di diritto pubblico, più l'esame di statistica e più, mi voglio rovinare, l'esame di diritto privato! Da non perdere la proposta ai dipendenti del Viminale dell'«Università San Pio V»: solo 6 esami, lisci lisci, ed eccoti dottore! Per carità: è tutto formalmente in regola. La nuova legge prevede appunto che gli atenei possano riconoscere agli aspiranti laureandi dei «crediti», maturati facendo per anni un certo lavoro, che rendono loro superflua l'imposizione di un esame. Esempio: si suppone che un impiegato della Ragioneria dello Stato da venti anni addetto a leggere i bilanci si sia fatto col tempo una infarinatura intorno a certi argomenti e ne sappia perfino di più di qualche studente che ha appena dato l'esame.
 
Fin qui, poche obiezioni. Alzi la mano chi oserebbe contestare un salvacondotto per una laurea agevolata in letteratura a Dario Fo, in storia del teatro a Giorgio Albertazzi o in scienze al paleontologo veneziano Giancarlo Ligabue, protagonista di decine di spedizioni per le maggiori università del mondo e autore di scoperte che oggi portano il suo nome come il Masrasector ligabuei (un creodeonte oligocenico) o l'Araripescorpius ligabuei (uno scorpione cretacico). L'innovazione ha però spalancato una porta nella quale hanno fatto irruzione un mucchio di atenei, spesso gli ultimi arrivati e i più discussi, che vanno in cerca di clienti esattamente come una compagnia assicurativa va in cerca di gente disposta a fare una polizza vita. E va da sé che (sono affari, bellezza...) la concorrenza è spietata e spinge le varie università a offrire le condizioni migliori, i prezzi più bassi, i percorsi più facili bussando di porta in porta come un tempo i rappresentanti della Folletto. L'Università telematica non statale Tel.ma, ad esempio, ha inviato ai sindacati dell'Usi/Rdb-Ricerca, la proposta di una convenzione già compilata in ogni dettaglio salvo un po' di puntini di sospensione da riempire a cura della controparte. Nessuno però, per quanto se ne sa, ha messo all'amo le esche che ha messo la «Libera Università degli studi S. Pio V», di Roma, nella convenzione firmata con il ministero degli Interni.
 
Nata nel 1996 con un forte «riferimento ai valori cristiani», guidata dal rettore Francesco Leoni, già docente a Chieti e a Cassino, additata da qualche malalingua come vicina all'Opus Dei e alla ciellina Compagnia delle Opere, la «S.Pio V» ha sede in via delle Sette Chiese (e ti pareva...) ed era già finita sui giornali. Prima per i nomi dei professori via via coinvolti, da Rocco Buttiglione a Salvo Andò, da don Giacomo Tantardini a Ferdinando Adornato. Poi per un convegno sui diritti umani. Convegno che, scartati i lugubri centri congressi moldavi e i cupi alberghi bulgari, venne organizzato nella caliente Avana con estensione a Varadero. E infine per le polemiche sollevate nell'ottobre 2003 da un sontuoso finanziamento: un milione e mezzo di euro l'anno corrispondente, secondo il diessino Walter Tocci che cercò inutilmente di mettersi di traverso, a dieci volte la somma media stanziata per le fondazioni private di ricerca. Così da suonare come un «regalo inspiegabile, ingiusto e offensivo per tutti gli altri». E da spingere Repubblica a bollare l'ateneo come «l'Università miracolata». Poco ma sicuro, altre polemiche scoppieranno adesso. Nella convenzione col Viminale, infatti, la «S. Pio V» offre ai dipendenti del ministero di «Area B» e con «Posizioni economiche B2 e B3» (per capirci traducendo dal burocratese: quelli che una volta si chiamavano gli impiegati di concetto) la possibilità di ottenere una laurea triennale in Scienze Politiche e Sociali facendo soltanto una manciata di esami: elementi di diritto e procedura penale, sociologia della devianza, sociologia dei processi culturali, storia delle relazioni internazionali, psicologia sociale, psicopatologia, geopolitica, pedagogia sociale, sociologia dei fenomeni politici, scienza della politica, diritto internazionale o dell'Ue e infine demografia. Totale: una dozzina di esami.
 
Di quelli che gli studenti considerano da sempre, a torto o a ragione, «facili». Quelli «dove si chiacchiera». Quelli dove non c'è il rischio di restare impigliati in una definizione testuale, una legge, un comma. E tutti gli altri, quelli più difficili? Abbonati. Ancora più ghiotta, però, è l'offerta agli aspiranti dottori che al Viminale hanno raggiunto grazie ai concorsi interni (più volte bocciati e sanzionati dai giudici, ma inutilmente) posizioni per le quali sulla carta sarebbe stato necessaria la laurea. Come i dirigenti prefettizi, quelli di «Area 1» e quelli di «Area C», vale a dire, molto schematicamente, i funzionari e i vecchi direttori di sezione. A loro, di esami, ne vengono abbonati 18. E che esami! Praticamente tutti, ma proprio tutti, quelli che i giuristi di lingua spagnola chiamano troncales perché costituiscono il tronco di un percorso universitario e mediamente tolgono il sonno agli studenti bravi e volonterosi inchiodandoli al tavolino per un paio di mesi l'uno: dal diritto pubblico al diritto amministrativo, da statistica a diritto privato, da economia politica a diritto costituzionale comparato. Via tutti gli incubi, avanti con gli esami-materasso: sociologia della devianza, sociologia dei processi culturali, psicologia sociale, psicopatologia, geopolitica, pedagogia sociale. Sei prove in totale: bene, bravo, brindisi, lei è dottore. Alla faccia di chi attende da anni i concorsi per occupare i posti destinati ai laureati veri. Per carità: bene così. Purché si abolisca però, come invocano le persone serie, il valore legale dei titoli di studio. E purché ai nuovi dottori venga dato in omaggio, s'intende, un set di pentole antiaderente.
                                            Gian Antonio Stella
3月11日

Ma i comunisti non mangiavano i bambini?

La campagna elettorale è cominciata ormai da un pezzo ed in televisione se ne vedono di belle....
ieri sera c'è stato l'atteso confronto tra Diliberto,segretario dei Comunisti italiani,e Berlusconi,il nostro Presidente del Consiglio.
beh,aldilà delle simpatie politiche,mi sembra che il copione sia sempre lo stesso....l'"ottavo nano" quando deve rispondere su cosa abbia fatto il suo governo in questi cinque anni,comincia a sventolare lo spauracchio de "Attenti,arrivano i comunisti che mangiano i bambini".Libri neri sul comunismo,URSS,Stalin,etc etc,sono gli argomenti preferiti del premier che ha il potere mediatico di rispondere con questi argomenti ai problemi di oggi.
Chiunque la può pensare diversamente da me,ma credo che su alcuni punti converrà su quello che voglio qui ricordare (altrimenti è libero di convincermi del contrario!se vi riesce!).
quando il premier parla del comunismo che ha provocato milioni di morti egli si riferisce al comunismo dell'Urss e dei paesi filosovietici e lo paragona al comunismo italiano:ma lo sa,il presidente,cos'è il comunismo italiano?
I comunisti italiani hanno subito il ventennio fascista con il confino e alcuni con la morte;hanno combattuto come partigiani contro i tedeschi nella 2^ guerra mondiale;hanno contribuito alla realizzazione di quella che è la nostra Carta Costituzionale (la nostra Costituzione nasce dall'incontro di tre grandi ideologie:quella cattolica,quella marxista e quella liberale);sono stati da sempre al fianco dei lavoratori.
Avranno anche loro commesso degli sbagli,poichè non conosco uomo che non abbia commesso degli sbagli,ma il paragonare questo comunismo,democratico perchè all'interno e nel rispetto della nostra democrazia,al comunismo sovietico e filosovietico significa avere poco rispetto per i comunisti che hanno lottato e dato la vita per questo Paese.
comunque mica finisce qui:la sera prima da Vespa c'erano da una parte Antonio Di Pietro e Vladimir Luxuria e dall'altra Castelli (un ingegnere che fa il ministro della giustizia!?!la prossima volta metteranno come ministro dell'ambiente un petroliere) e Alessandra Mussolini...ora checchè se ne voglia dire,un partito si può chiamare anche Alternativa Sociale ma alla fine si legge Partito Fascista,ma non lo dico io o qualche altro comunista ma lo dice proprio lei,che di cotanto cognome si fregia, quando si rivolge a Luxuria e le dice : "Meglio fascista che frocio".Bè la cultura del fascista dimostra di essere ancora rimasto agli anni '20 e '30 (o più indietro) quando durante la puntata la Mussolini,spalleggiata da "camicia verde" Castelli, esprime le sue opinioni medievali su omosessuali,trans,extracomunitari e discriminati vari che possiamo riassumere nella massima : se proprio questi ci devono essere ,non a casa mia .
come a dimostrare che le colpe dei padri non ricadono sui figli (in questo caso da Duce a nipotina) ma sono questi ultimi che se le prendono!
 
PS: XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione :"E' vietata la riorganizzazione,sotto qualsiasi forma,del disciolto partito fascista" 
 
2月22日

Federico Aldrovandi

Pubblico il racconto che ho trovato sul blog della mamma di questo ragazzo,morto in "circostanze poco chiare".I telegiornali qualcosa (poco!) stanno dicendo in questi giorni,ma sul caso potete visitare direttamente il blog cliccando qui

 

 

Federico

Ferrara, 2/1/2006

Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.

Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.

È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi…

Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro…

Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.

Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro…

Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un’aura speciale.

Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti… la gioia era lui.

Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.

Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.

Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone…

È stata l’ultima volta che l’ho visto vivo.

Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.

Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l’ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l’appuntamento al giorno dopo…

Non è mai esistito il giorno dopo.

Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.

L’hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno  confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.

Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo…

Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.

E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.

Nell’immediato c’erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene…

Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.

Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.

Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa…

Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori… sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.

E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell’ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì…

Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.

Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla…

Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea che avesse solo perso il cellulare…

Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.

Una voce ha risposto.

Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.

Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.

Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.

Nulla.

Il centralinista rispondeva: c’è il cambio di turno… non sono informato…, appena avremo notizie chiameremo noi…

Niente per altre tre ore!!!! Passate nell’angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.

Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.

La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.

Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.

E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!

E mi hanno detto che lo hanno fatto per me… perché era meglio che non vedessi.

In quel momento gli ho creduto.

La polizia ha detto che un’abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.

Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.

Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.

Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.

Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all’occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L’ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L’hanno distrutto…

E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati…

Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.

Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.

Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto…

Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com’era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.

Chissà quando se ne sono accorti?

L’ambulanza è stata chiamata quando ormai non c’era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all’ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all’obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.

Perché?

Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l’ambulanza?

Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c’era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.

Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere…

Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?

Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore… tratto dal mattinale della questura.

Il giorno dopo sull’altra testata cittadina “Federico sfigurato”. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: “non è morto per le percosse”… questa è stata la prima ammissione di quanto successo.

Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.

Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell’amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell’età si credeva grande  ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla…

1月10日

Ah,l'America....

 

Ah,l'America...

riporto un articolo ke potete trovare sul sito di peacereporter.....

 

Stati Uniti d'America - 09.1.2006

Lei non è gradito
Chicago rifiuta il gasolio scontato offerto da Hugo Chavez per i suoi bus
Un autobus di ChicagoAvere carburante a prezzo scontato, in tempi di caro-petrolio, farebbe comodo a parecchi negli Stati Uniti. Ma evidentemente non alla Transit Authority di Chicago (Cta), l’ente pubblico che gestisce la rete della metropolitana e degli autobus nella città dell’Illinois. I dirigenti della compagnia stanno infatti lasciando cadere l’offerta della Citgo, società petrolifera controllata dal governo venezuelano, relativa alla fornitura di gasolio a basso prezzo per venire incontro alle esigenze dei pendolari più poveri. Probabilmente perché l’offerta, l’ultimo episodio della “diplomazia del petrolio” del presidente venezuelano Hugo Chavez, avrebbe un costo che non verrebbe pagato in dollari, ma in capitale politico: una sorta di riconoscenza verso uno dei leader più controversi del momento, che non tutti negli Usa sono disposti ad accettare.
 
I dettagli dell’affare. L’incontro tra i rappresentanti della Cta e della Citgo è avvenuto lo scorso ottobre. Sul piatto c’era la possibilità di avere gasolio a circa metà prezzo per gli autobus cittadini, ma con una clausola voluta dalla compagnia venezuelana: che i dollari risparmiati dalla Cta venissero usati per emettere biglietti e abbonamenti scontati per le fasce più povere. Oltre due mesi dopo, la Cta “non ha intenzione di accettare l’offerta”, nelle parole della portavoce Ibis Antongiorgi. E oltre al danno (le mancate agevolazioni), gli abitanti di Chicago avranno ora pure la beffa: dal prossimo mese i biglietti aumenteranno di 25 cents nel tentativo di ripianare il deficit della compagnia.
 
All'interno di un bus della CtaI precedenti. L’offerta della Citgo non è la prima in questo senso da parte del governo di Hugo Chavez. Già a novembre era andato in porto un accordo con due compagnie no-profit del Massachusetts, con il quale 45 milioni di litri di cherosene – da utilizzarsi per il riscaldamento durante questo inverno – sono stati venduti scontati del 40 percento a 45mila famiglie a basso reddito. Subito dopo è stata raggiunta un’intesa simile nel Bronx, il distretto di New York dove quasi metà della popolazione è di origine ispanica. Qui altre tre organizzazioni no-profit distribuiranno per conto della Citgo oltre 18 milioni di litri di cherosene, con uno sconto del 45 percento rispetto al prezzo di mercato. L’accordo permetterà di risparmiare 500 dollari per ognuna delle 8mila famiglie beneficiarie.
 

Il presidente venezuelano Hugo Chavez con il suo pariruolo cubano, Fidel Castro. I due sono grandi amiciI retroscena. Dall’amministrazione Bush, impegnata in una guerra di parole con Chavez (mentre il commercio di petrolio tra i due Paesi continua alla grande), non è mai giunto alcun commento su queste iniziative della compagnia venezuelana, che comunque finora avevano riguardato organizzazioni non governative. La Transit Authority di Chicago però è governativa, dipendendo da Washington per buona parte dei suoi fondi. E proprio qualche settimana dopo la proposta della Citgo, la Cta ha ottenuto dal governo federale il finanziamento di 89 milioni di dollari per le sue infrastrutture, che chiedeva ormai da anni. Se l’improvvisa solerzia di Washington sia dovuta alla volontà di tenere Chavez fuori dai giochi, non è dato saperlo. Ma la Citgo non demorde e sta già pensando di espandere iniziative simili ad altri Stati degli Usa: sul suo sito dichiara di star sondando la possibilità di offrire carburante a prezzo scontato nel Maine, nel Connecticut, nel Rhode Island e in Pennsylvania. 

                                                             Alessandro Ursic

 

Il governo americano il petrolio a prezzo basso non lo vuole comprare,semmai può invadere sempre il Venezuela e prenderlo a costo zero (esclusi i costi di trasporto:vittime da una parte e dall'altra!)

 

"Due cose sono infinite:l'Universo e la stupidità,e della prima non sono sicuro".                (A. Einstein)

12月23日

Il digitale terrestre...

Conflitto di interessi per Berlusconi
L'Antitrust apre un procedimento    (La Reppublica,23 dicembre 2005)

 

L’autorithy Antitrust annuncia l’apertura di un procedimento per conflitto d’interesse ai danni del presidente del Consiglio per gli stanziamenti sull'acquisto dei decoder per il digitale terrestre. Berlusconi, con gli stanziamenti concessi nella Finanziaria, avrebbe favorito le sue aziende televisive. Insieme a quella, intestata fratello, che produce i decoder e incassa il contributo statale (220 milioni di euro negli ultimi due anni). Nei giorni scorsi l'annuncio di un'indagine da parte della Commissione europea.   ( L'Unità,23 dicembre 2005)

 

ma dai...quando mai il nostro presidente del consiglio ha fatto qualcosa ke andasse a favore suo o di persone vicino a lui?è una vergogna...povero silvio,mentre questi giornali (comunisti!) scrivono che l'Antitrust (comunista!) annuncia l'apertura di un procedimento per conflitto di interessi(che conflitto c'è se gli interessi sono tutti i suoi!)su sollecitazione dell'Unione Europea (comunista!),lui è al lavoro per ricordarci tutto quello che ha fatto in questi anni....perchè noi,offuscati dai comunisti,non riusciamo a vederlo...bhè allora, viva la beata ignoranza!(sigh,sigh!!!)

12月21日

?????

ARNOLD.
HEART IS A MUSCLE TOO.
12月18日

Terminator

Passata la mezzanotte di martedì (le 9.01 in Italia) e nel carcere di San Quentin in California Stanley "Tookie" Williams è stato giustiziato con un'iniezione velenosa. Terminator-Schwarzenegger, negando la grazia, non ha voluto rischiare di perdere i suoi elettori repubblicani. La storia di "Tookie", un nero condannato per quattro omicidi, diventato dietro le sbarre un predicatore della non violenza, autore di moti libri per bambini, ha mobilitato l'America dei diritti civili, ma senza risultato.

Arnold Schwarzenegger non perdona.           

 

(L'Unità,18 dicembre)